I. L’origine: un’idea di terra e di memoria
Ci sono storie che nascono non su un piano d’impresa, ma nel ricordo di un’estate. Per Giampaolo Botti, tutto ebbe inizio nella piccola stalla dello zio: il profumo del fieno, il ritmo lento del respiro animale, il senso profondo di una terra che chiede dedizione in cambio di identità.
È il 2004 quando, quell’impronta giovanile diventa scelta di vita: un capannone, una cascina e trenta vacche. Nessuna rincorsa ai numeri, ma un processo di perfezionamento mosso dalla passione.
Nel 2014, arriva il passaggio decisivo: smettere di cedere i vitelli a pochi mesi di vita per completare l’intero ciclo in azienda. Non più un anello di una catena altrui, ma l’impegno totale nel guidare ogni animale dalla nascita alla maturità.
